mercoledì 25 marzo 2015

La Lanterna




1740 circa si può vedere la mancanza del molo teresiano
1780 con la costruzione del molo e della batteria di difesa



In epoca romana esisteva un sistema di segnalazione , reso necessario dalla presenza dello scoglio dello Zucco. Sempre sullo scoglio, nel ' 600 venne eretta una cappella dedicata a San Nicolò, come ex voto di un capitano imperiale. All' interno aveva una lampada sempre accesa che funzionava da segnale marittimo. Nel 1744 Maria Teresa iniziò la poderosa e onerosa costruzione di un molo che collegasse la terraferma allo scoglio dello Zucco , all' estremità del molo, chiamato Teresiano ( oggi Fratelli Bandiera) dal 1769 fu eretto un faro che funzionò fino alla costruzione della Lanterna. Tale Lanterna fu voluta, già nel 1776 , da Karl von Zinzendorf , governatore di Trieste, e dopo varie difficoltà, nel 1830 venne scelto il progetto di Matteo Pertsch , i lavori furono complessi e la costruzione fu conclusa nel 1831.

Dal 1833 entrò in funzione con l' illuminazione ad olio ( aveva una portata luminosa di 16 miglia , circa 30 km). Con un ingegnoso sistema di una tenda che passava davanti alla lampada ogni 30 secondi, si realizzò una luce ad intermittenza, una novità per l' epoca, dal 1860 funzionò a petrolio e dal 1926 con l' energia elettrica.
Sulla lanterna c'era un piccolo cannoncino che sparava tutti i giorni alle 12 e contemporaneamente si accendeva la luce per la durata di cinque minuti.  Il segnale veniva inviato dalla Imperiale Regia Accademia di Commercio e Nautica per mezzo di comunicazione elettrica che comandava l'accensione della lampada e la caduta di un pallone che andava ad azionare meccanicamente il congegno di sparo del cannone.




In questa immagine si vedono dipinte sul fusto della lanterna le tacche di una scala barometrica, muovendo verticalmente lungo questa un indice con una sfera,si comunicavano, più volte al giorno, i valori della pressione atmosferica.






Il personale della lanterna era formato da una squadra di segnalatori marittimi, operi e tecnici, formata attraverso regolari bandi di concorso.  Per assicurare i servizi in modo continuativo alloggiavano con la famiglia al primo piano. Questi tecnici avevano la funzione di comunicare alla Capitaneria l'arrivo dei piroscafi. La segnalazione veniva effettuata per mezzo di tre asticelle, applicate all'esterno del corridoio vetrato, che servivano a indicare la distanza del battello in arrivo, era calcolato un quarto d'ora di distanza tra una e l'altra.  Sull'asticella veniva applicata una bandiera corrispondente a quella della nazione della nave o altre bandiere e ognuna delle quali aveva una comunicazione diversa seguendo il codice marittimo internazionale.
  
La lanterna oltre che faro doveva svolgere anche la funzione di difesa del porto, infatti la colonna che sorregge il gruppo ottico, appoggia su una base circolare che è un esempio di Torre Massimiliana con due ordini di troniere , e deriva dalla Torre Martello inglese, studiata e modificata dall' arciduca Massimiliano d' Asburgo ,con un fronte di difesa a 360° . A Trieste esistevano altre tre Torri Massimiliane, il forte della Sanza e altre due al Lazzaretto di Santa Teresa.
L' altezza della Lanterna è di 33 metri e la circonferenza della base 60 metri.


Nel 1927 fu sostituita dal Faro della Vittoria , ma continuò a funzionare. Nel 1946 fu dipinta a strisce orizzontali, ma nel 1955 riprese i suoi colori originali, fu definitivamente spenta nel 1969, dopo 140 anni di attività .
Lungo e complesso fu il restauro che si concluse il 18 gennaio 1992, ci fu un consolidamento delle strutture murali e una nuova sistemazione degli interni. La luce della lanterna venne ripristinata, infatti, la "macchina della luce" originale  a suo tempo smontata, si trova presso il Museo Navale di La Spezia,
Dal 1992 è sede della sezione di Trieste della Lega Navale Italiana.

Nessun commento:

Posta un commento